FAQs

 Domande frequenti

 

Quali strumenti può utilizzare / utilizza il coach per raggiungere gli obiettivi? 

Le tecniche sono varie e molteplici e ogni approccio formativo propone le tecniche che ritiene maggiormente efficaci. Dal nostro punto di vista le tecniche diventano fini a sè stesse se non sono inserite in un metodo di lavoro efficace, basato su un modello di riferimento esportabile. Le tecniche si imparano, si costruiscono, si modificano e sono fondamentali, a patto che sia chiaro al coach e al coachée il modello in cui esse sono inserite.

 

E' vero che il coach utilizza l'ipnosi?

Il coach, se adeguatamento formato, può utilizzare le tecniche ipnotiche come strumento di lavoro. E' però necessario che conosca molto bene la materia, aldilà di ogni preconcetto e pregiuzio. Il percorso SFERACoaching permette di apprendere le tecniche ipnotiche di base utilizzabili in un percorso di coaching. Per saperne di più rispetto all'ipnosi, clicca qui.

 

E’ possibile che il coach non riesca a raggiungere gli obiettivi?

La prima regola è che non è il coach a raggiungere gli obiettivi del coachée ma è il coachée a farlo. Il coach è un mezzo, uno strumento, un aiuto che permette al coachée di dare il meglio di sè, coerentemente con le proprie risorse e con i propri obiettivi. Se il coachée non riesce a raggiugere l'obiettivo prefisso, il problema va spesso ricercato nella definizione dell'obiettivo stesso.

 

Perché è necessario modificare i propri presupposti per avere un cambiamento duraturo? Se questo mi facesse “paura”?

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi. M.Proust". Questo aforisma mette bene in evidenza cosa si intende con cambiamento di presupposti. Il coachèe deve comprendere che soltanto osservando la situazione da differenti punti di vista potrà trovare soluzioni creative, senza necessariamente buttare via tutto il lavoro fatto fino ad oggi. Va aiutato a ricordare che può con sè ciò che di utile e positivo ha appreso dall'esperienza passata arricchendo questo bagaglio con nuovi apprendimenti. Per ciò che riguarda la "paura", essa è un'emozione normale che sempre accompagna un cambiamento perchè esso ci spinge verso l'ignoto. Il buon coach sa aiutare il coachée a non avere paura della paura ma a comprenderne il significato positivo, utilizzandola a proprio vantaggio.

 

Gli obiettivi sono sempre chiari e facilmente individuabili?

La definizione dell'obiettivo è una parte fondamentale del percorso di coaching e richiede, a volte, un lavoro di diverse ore. Definire un obiettivo può essere facile, farlo in modo efficace no. Il coach utilizza delle procedure per aiutare il coachée a definire bene il proprio obiettivo, rispettando le regole fondamentali che garantiscano la riuscita del percorso. Ricordate che, spesso, quando un obiettivo non si raggiunge è perchè era un obiettivo "mal formulato".

 

Cosa si intende con "migliore prestazione possibile"?

Si intende il meglio che la persona può dare, in una data situazione con le risorse che si hanno a disposizione. Spesso si pensa che la vittoria sia semplicemente l'arrivare primi. Ma nella vita, la vera vittoria è tutte le volte che si riesce ad esprimere il meglio di sè, rispettando la propria ecologia personale.

 

L’Intelligenza Agonistica© è raggiungibile da tutti coloro che intraprendono il coaching?

L'Intelligenza Agonistica© è un insieme di capacità insite nella natura umana. Alcuni hanno imparato, consapevolmente o inconsapevolmente, ad utilizzarla al meglio. Un percorso di coaching, finalizzato al miglioramento della prestazione, aiuta il coachée a esprimere e potenziare le competenze mentali che costituiscono il costrutto di Intelligenza Agonistica©.

 

L’Intelligenza Agonistica© è sfruttata solo dagli sportivi?

Se intendiamo l'Intelligenza Agonistica©come la capacità di prevedere, afforntare e governare le sfide della nostra vita, vediamo che non soltanto gli sportivi sono chiamati in causa. La vita quotidiana e l'ambiente professionale o formativo richiedono spesso questa capacità di fronteggiamento delle situazioni esterne. Lo sport infatti viene efficacemnte utilizzato come metafora sia per la vita personale che per quella organizzativa.

 

Come si è arrivati ad individuare i cinque fattori di S.F.E.R.A.?

Il modello S.F.E.R.A. nasce sul campo, dal lavoro quotidiano, per circa 10 anni con atleti, squadre e allenatori operanti in diversi contesti sportivi. Dall'osservazione e dal lavoro diretto con questi professionsiti si sono identificate le cinque competenze mentali necessarie per il raggiungimento di una prestazione d'eccellenza e sono state raccolte nell'acronimo SFERA. Dal contesto sportivo si è poi passati al contesto aziendale, e parallelamente a quello personale, riconoscendo similitudi e differenze nell'approccio operativo. Da qui nasce lo SFERA coaching, come metodologia integrata di sviluppo personale nei tre ambiti operativi.

 

Cosa differenzia la prestazione di un’atleta con I.A. rispetto ad un’atleta che non la possiede?

Parafrasando una frase detta da un nostro corsista, l'atleta, o la persona, che possiede intelligenza agonstica© riesce a dare il meglio di sè senza avere paura di sè, sfruttando al massimo tutte le sue risorse.

 

Perché l’ipnosi viene utilizzata durante il coaching?

L'ipnosi è uno stato di coscienza che, date le sue caratteristiche neurofisiologiche, favorisce il cambiamento di comportamenti appresi permettendo la realizzazione di nuovi apprendimenti, che, spesso, vanno oltre le normali capacità che si crede di avere. Per tale motivo le tecniche ipnotiche vengono ampiamente utilizzate nel modello di coaching da noi proposto.

 

Cosa significa partecipare ad una seduta di ipnosi , cosa provo?

Si provano delle sensazioni che si sono già sperimentate ma semplicemente le si è chiamate in altro modo. Ad esempio, in diversi momenti di rilassamento proviamo determinate sensazioni corporee e la nostra mente è libera di creare immagini per noi. In una seduta di ipnosi si prova all'incirca queste sensazioni, solo che si è guidati consapevolmente in tutto questo dalla voce dell'ipnotista, in modo da sfruttare al meglio questo stato per il raggiungimento dell'obiettivo.

 

Come si valuta su quale dei cinque fattori di S.F.E.R.A. è necessario lavorare?

La fase iniziale del percorso di coaching è dedicata all'analisi. In questa fase la persona è guidata dal coach ad esaminare situazioni pregresse e risorse a disposizione. Attraverso una procedura specifica che utilizza un supporto grafico, chiamato SFERA Mandala, la persona riesce immediatamente ad identificare l'area mentale sulla quale ha maggior bisogno di lavorare.

 

In fase di lavoro sulla propria S.F.E.R.A. è necessario completare ciascun fattore per lavorare sul successivo?

E' necessario seguire un medoto di lavoro. Secondo il ciclo PDCA o Ruota di Deming si inizia con un analisi su un fattore, si lavora per l'ottimizzazione dello stesso, si verifica il cambiamento e si imposta il mantenimento. Solo allora si può passare a lavorare su altro fattore.

 

E’ possibile notare un certo cambiamento anche in un arco di tempo relativamente breve?

Il cambiamento per definizione è istantaneo, il problema è renderlo stabile e duraturo nel tempo. La neurofisiologia e i recenti studi di neuroplasticità cerebrale ci dicono che è necessario un certo periodo di tempo affinchè le connessioni neurali, sottostanti il nuovo apprendimento, possano stabilizzarsi nella nostra corteccia. Per tale motivo ogni cambiamento necessita di un allenamento costante e continuativo ma nel giro di pochi mesi è possibile creare connessioni neurali sufficienti a rendere il cambiamento stabile nel tempo, creando un'alternativa valida ai precedenti apprendimenti.

 

Lo S.F.E.R.A. coaching è rivolto solo a sportivi professionisti?

Il coaching che utilizza la metodologia SFERA è rivolto a tutti coloro che vogliono ottimizzare la loro prestazione, sia essa sportiva, professionale o personale, a qualsiasi livello essi si trovino ad operare. Nell'ambito sportivo, quindi gli atleti che decidono di intraprendere un percorso di coaching competono a qualsiasi livello

   |   Giuseppe Vercelli P.IVA 07124230017 Via Bagetti, 19/A Torino

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